Laboratorio Sobrero (1): sospensione ed incertezza (16 maggio 1915)

Questo intervento apre la rubrica laboratorio Sobrero. Cominciamo individuando alcune delle lettere cronologicamente più vecchie, all'interno del materiale di cui disponiamo. 
Fig. 1
Si tratta, come detto nella presentazione della sezione, di circa 500 lettere e cartoline (oltre al diario di prigionia) di mano del militare Anna Felice Sobrero, datate tra il 1915 e il 1918 (fig. 1).
Fig. 2
Dunque, dopo un primo, faticoso e un po' caotico scartabellare, ecco che ne abbiamo individuate alcune (fig. 2) che ci permetteranno, a partire da questo articolo e poi nei prossimi,  un primo accostamento al mondo del nostro in quel periodo di sospensione quasi metafisica in cui tutto stava per iniziare. 
Fig. 3 (cliccare sull'immagine per ingrandirla)
La prima lettera che vogliamo mostrarvi (fig. 3) è indirizzata (come la quasi totalità delle altre) alla madre del nostro (fig. 4),  Luisa Sobrero (Calzificio Sobrero), Gassino (Torino).
Fig. 4
Risale a qualche giorno prima dell'inizio della guerra italiana, e vi si respira un senso sospeso d'attesa e di smarrimento, pur nell'apparente distacco quasi divertito di chi osserva uno spettacolo inaspettato e un po' folle:
Sedico, 16 maggio 1915
Carissimi,
avete ricevuto le mie cartoline? [...] Ogni due giorni trasportiamo le tende sempre più verso le montagne interne, e bisogna procurarsi acqua, paglia, legna. Piantare picchetti, tende e trasportare la mobilia!!! Di giorno fa tanto caldo, ma di notte altrettanto freddo. I contadini qui sono molto gentili, specie le veneziane che quando passiamo di marcia preparano l'acqua fresca per bere.
Forse voi avete sentito parlare della partenza del 50° Fanteria da Torino. Ci fecero tante feste e si partì accompagnati da una folla commossa da P.N. [Porta Nuova] alle 24,35. Per istrada era un fanatismo, grida e fischi, battimani, e, giunti a Porta Nuova, il picchetto di Cavalleria e i Bersaglieri sbarrarono tutta la strada, vietando l'ingresso ai borghesi. E si partì, in quel certo vagone!!!!
[...] Oggi è domenica e non me ne accorgo neppure, tanto il programma di tutti i giorni è invariato. Ormai sono abituato a dormire sotto tenda e non vi fo più caso, salvo quando piove che bisogna lottare di dentro per non lasciarsi bagnare.
Per ora non ho null'altro da dirvi, e speriamo che il nostro soggiorno si limiti a questi luoghi e non più oltre.


Ma tali speranze andranno presto deluse, poiché la guerra italiana, un conflitto sanguinoso e interminabile, è ormai prossima.


Dario Malini


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