Il libreria: "Il pane di Gadda" di Dario Malini

Siamo orgogliosi di segnalare l'uscita del saggio Il pane di Gadda. La grande guerra del tenente Sobrero sulle Dolomiti, sul Piave, nei lager di Rastatt ed Ellwangen di Dario Malini, con prefazione di Antonio Gibelli.

In circa 460 pagine viene ricostruita la vicenda dimenticata dell'industriale torinese Felice Sobrero, caporale all’inizio della sua avventura, nel 1915, tenente nel 1917, stanziato prima sul fronte dolomitico, poi sull’Isonzo, quindi incarcerato in Germania, nei lager di Rastatt e Ellwangen.

La storia di questo militare è conservata in circa 500 lettere che inviò alla famiglia e in un magnifico diario di prigionia, corredato da numerosi disegni all’acquarello; materiale fortuitamente salvato dall’oblio da Dario Malini, che non è nuovo a imprese di tal fatta.

Fig. 1 Diritti dell'ufficiale di giornata

Se i disegni di Sobrero sono sovente pieni di colore e di humor, nonostante i tetri luoghi in cui vennero eseguiti, lo si deve probabilmente al fatto che i componenti della sua famiglia, oltre ad aver fondato il noto calzificio Ettore Sobrero, «come i Buddenbrook di Lubecca narrati da Thomas Mann, avevano tutti, chi più chi meno, inclinazioni artistiche». Felice, oltre a essere un discreto violinista, dipingeva, mentre il padre praticava la pittura e la madre suonava il pianoforte.

Fig. 2 Ispezione notturna a Rastatt

Il pane di Gadda delinea una vicenda colma di episodi toccanti, fatti curiosi, notazioni originali, puntuali narrazioni di battaglie, cronache di lunghi e sfibranti momenti di stasi, lucide riflessioni sui paradossali meccanismi interni della prima guerra globale.


Fig. 3 Salamino pallido

Riguardo al curioso titolo del libro, si deve precisare che Sobrero (internato assieme a Gadda nel lager di Rastatt), per alludere alle privazioni della fame, si avvalse, nel suo diario, delle apprezzabili capacità artistiche di cui disponeva, adottando un procedimento comunicativo alquanto moderno, consistente nel raffigurare alcuni oggetti-simbolo, decontestualizzati e associati a titoli provocatori.


Fig. 4 E… la sbobba

Così in queste pagine appaiono i disegno del Salamino pallido (fig. 3), E… la sbobba (fig. 4) e, particolarmente significativa, La razione di pane in 5 (fig. 5), raffigurazione che l'autore definisce efficacemente “il pane di Gadda”.

Fig. 5 La razione di pane in 5

Oggetto di contrastata passione e ardente desiderio, il pane viene infatti spesso evocato nel gaddiano Giornale di guerra e di prigionia:

«Trangugiai a morsi rabbiosi e voluttuosi il pane, distribuito verso le 18, il solito quinto di pagnotta nera, impastata di segale e patate. Questo quinto risulta da un’accurata divisione della pagnotta: le porzioni si misurano al millimetro e al grammo, poi si sorteggiano col tratto delle dita».
È rimarchevole che venga mostrato al lettore, citiamo dalla prefazione a questo volume di Antonio Gibelli, «l’immagine stessa del pane diviso in cinque parti di cui parla lo scrittore lombardo, sia pure nella versione sdrammatizzante di Felice Sobrero», espressione della sua caratteristica vis comica
Ma ciò che rende questa narrazione ineludibile è probabilmente il fatto che, conducendo passo passo il lettore all’interno del mondo mentale del protagonista, ridà finalmente voce e sostanza a una categoria di combattenti numericamente considerevole, ma quasi del tutto ignorata dagli studi dedicati al primo conflitto mondiale e assente nella memoria collettiva: quella degli ufficiali di complemento che non volevano la guerra.
È questo, dunque, un libro importante, che rappresenta un tassello rilevante per la nostra conoscenza di ciò che fu davvero il primo conflitto globale.

Redazione Arte Grande Guerra

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Il pane di Gadda di Dario Malini si è aggiudicato il terzo posto nel premio intercontinentale di arte letteraria Le Nove Muse 2022, sezione “Fonte di Ippocrene” dedicata alla narrativa e saggistica edite.







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