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Vi invitiamo a vivere in presa diretta alcune 
giornate dell'autunno 1917, così come scorrevano in un lager tedesco della Grande Guerra. Il recluso n° 60255 del campo di concentramento di Rastatt, al secolo Anna Felice Sobrero, affrontava le difficoltà della detenzione, anzitutto la fame e il freddo, con un atteggiamento che oggi potrebbe essere definito "resiliente", ben esemplificato dalla verve di alcuni suoi disegni che riprendono delle pietanze dispensate a Rastatt. Uno smunto ma (alla vista) non sgradevole "salamino pallido", una tazza di "sbobba" fumante, e quello che abbiamo voluto chiamare il "pane di Gadda", una pagnotta di Rastatt divisa in cinque razioni, immagine che diviene un'icona potente ed emozionante delle privazioni sopportate dai soldati in prigionia.