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In questo articolo, che prosegue l’analisi avviata nei due precedenti, ci si propone di analizzare le rappresentazioni che riprendono la figura e la passione di Cristo nel contesto di scene belliche della Grande Guerra, al fine evidenziare l'immenso dolore prodotto da un conflitto d'inaudite proporzioni e d'immane ferocia, reso possibile dalla follia e dalla stoltezza umana.
Ecco il link all'intervento, curato dalla storica dell'arte Carol Morganti: Motivi religiosi nell’arte della Grande Guerra (3): Cristo e la guerra

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Prosegue l'avventura guerresca di Attilio Allegri. Terminato il corso per allievi ufficiali e una breve licenza, il giovane viene assegnato al 64° reggimento di marcia. Giunto in zona di guerra, il suo sguardo lucido ci permette di vivere in presa diretta lo stato d'animo di chi, pur in balia di eventi che sovrastano la volontà del singolo, è capace di raccontare con spregiudicata ironia gli eventi piccoli ed epocali che lo circondano. L'intervento è corredato da alcune fotografie originali (qui pubblicate in esclusiva) che mostrano la mensa militare del reggimento.