Golia e la satira di guerra

Fig. 0 - Una celebre pubblicità di Golia
Noto per la sua produzione di caricature e manifesti pubblicitari (fig. 0), Golia (al secolo, Eugenio Colmo) è un rappresentante eccellente della nostra tradizione satirica. Nato a Torino nel 1885, fu compagno di scuola di Guido Gozzano (che lo "battezzò" con il soprannome, allusivo alla notevole statura, con cui è universalmente conosciuto). Eugenio abbandonò presto gli studi di giurisprudenza, cui era stato destinato, scoprendo una vera vocazione per l’arte della caricatura che gli avrebbe dato la celebrità. In questo campo inventò dei tipi dalla fisionomia ben caratterizzata (come  l’allampanato dalle mani larghe e ossute), arrivando presto a uno stile personale e riconoscibile, costruito tramite un segno “magro e ironico” di “surreale, stravolta eleganza” (A. Barberis, introduzione a Cento anni di illustratori madamine, ministri e midimettes, a cura di P. Pallottino, Bologna 1979, p. 8): l'eleganza e la pulizia del segno rappresentava infatti la sua cifra peculiare, cui egli non rinunciava mai, neppure quando voleva essere secco e incisivo.
Il periodo della Grande Guerra lo vide fin da subito in "prima linea", arruolatosi volontario nell’esercito di quelli che combattevano nelle file interventiste con le armi sferzanti della satira: già nel 1914 faceva parte parte di un manipolo di artisti simpatizzanti con gli inglesi e i francesi, contro i tedeschi e gli austro-ungarici che venivano beffati anzitutto nelle persone dei loro sovrani: Guglielmo II e Francesco Giuseppe I d'Austria detto Cecco Beppe. Le copertine e le illustrazioni che Golia eseguì nel primo anno della guerra europea per la rivista “Numero”, da lui stesso fondata, attestano una vena prorompente, leggera e briosa. 

Fig. 1 - Numero 38 "Gugliemo a Parigi", ottobre 1914
Ne sono prova i tipi caricaturali dei due imperatori della Triplice Alleanza. Guglielmo II si trova in copertina del “Numero 38” intitolato “Guglielmo a Parigi” (ottobre 1914), dove appare piccoletto mentre si accinge “a scalare” l’imponente statua della République française, per apporvi sul capo un gigantesco elmo chiodato (fig. 1). 

Fig. 2 - Numero 39 "Asburger", novembre 1914
La copertina del "Numero 39", "Asburger" (novembre 1914), è dedicata a Francesco Giuseppe che vi figura alla stregua di uno spaventapasseri un po’ macabro, con il simbolo dell’aquila bicipite legato alla base del legno che ne sorregge il fantoccio (fig. 2). 
Fig. 3 - Numero 39 "Asburger", novembre 1914
L'arguta penna di Golia non manca di ritrarre i rappresentanti delle potenze dell’Intesa. Un inglese di proporzioni gigantesche campeggia ad esempio nella copertina del “Numero 44” dal titolo  “…povero Belgio!!” (aprile 1915), standosene seduto a fumare, del tutto inoperoso, in prossimità della costa meridionale dell’Inghilterra, rivolgendo uno sguardo indifferente e distratto di là della Manica dove la popolazione belga, rappresentata da una mamma con il proprio figliolo, è in fuga verso la Francia (fig. 3).

Fig. 4 - Numero 27 "Il pericolo teutonico", dicembre 1913 
Il rappresentante dell’impero russo, con un grande colbacco e un abito lungo rosso sgargiante, vagamente riconducibile alla tradizionale poniova, appare in una caricatura dal titolo “Il pericolo teutonico” inserita nel “Numero 27” del dicembre 1913. Qui, insieme con la consorte e un’altra coppia francese , si ripara sotto un ombrello dall'uragano tedesco in avvicinamento, visualizzato nelle fattezze di Guglielemo II (fig. 4).

Al ricchissimo repertorio di cui abbiamo visto alcuni esempi, creato specificamente a scopo satirico, Golia attingerà per realizzare le illustrazioni di libri per l’infanzia. 

Carol Morganti

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