Il romanzo Il biondo e il nero dei nostri capelli. Una sorprendente rilettura del mito di Tristano e Isotta di Dario Malini, uscito recentemente presso l’associazione culturale Rhinoceros Edizioni, prende il via con un esergo particolarmente significativo: «Sono anch’io nella catena dei narratori, anello fra gli altri anelli, e ridico ancora la vecchia storia». La frase compare ne La leggenda del Baal-Shem di Martin Buber, opera del 1908 dedicata a Israel ben Eliezer, il Baal Shem Tov, fondatore del chassidismo. Buber racconta di aver raccolto le leggende che compongono il suo testo da libri popolari, quaderni, opuscoli e testimonianze orali. Precisa, tuttavia, di non averle semplicemente trascritte né trattate come materiale letterario da abbellire. Le ha invece «raccontate di nuovo», perché sente di portare dentro di sé il sangue e lo spirito di coloro che le avevano create.

Qualcosa di simile si può dire de Il biondo e il nero dei nostri capelli, romanzo che ripercorre l’antica storia di Isotta e Tristano mutando il punto di vista dal quale essa è stata tradizionalmente narrata e riuscendo così a farcela apparire del tutto nuova, attuale ed estremamente interessante. A riferirla è infatti lo sguardo tutto femminile di Brangania, ancella fidata e intima amica della bionda ragazza d’Irlanda. Questo semplice mutamento di prospettiva consente di riappropriarsi del nucleo più profondo di quello che può essere considerato uno dei grandi miti femminili dell’Europa occidentale, incentrato non su Tristano, come è sempre parso, ma sulla contraddittoria figura di Isotta.
Brangania fatica a comprendere le azioni della sua signora, che tuttavia segue per amore e devozione. I testi medievali descrivono questo straordinario personaggio secondario come una ragazza concreta, pratica e razionale, refrattaria al prodigio nonostante sia costretta, quasi suo malgrado, a confrontarsi continuamente con esso. Una figura che ha sempre rappresentato per il lettore una sorta di guida all’interno della vicenda e che, per sensibilità e atteggiamento, appare sorprendentemente moderna. Dal suo contrastato rapporto con Isotta, che appartiene invece a un mondo arcaico e prossimo alla scomparsa, nascono tensioni e dissonanze che molto hanno da dire alle donne e agli uomini di oggi.
I testi medievali sui quali la narrazione si fonda, con grande rigore filologico, sono principalmente tre: Il romanzo di Tristano di Béroul, Il romanzo di Tristano di Thomas e Tristano di Goffredo di Strasburgo.
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