La zona di guerra nelle lettere inedite di un giovane tenente italiano

Fig. 1a Cartolina del 5 aprile 1916 (fronte)
Mittente: tenente Anna Felice Sobrero
Non è facile immaginare, oggi, l'atmosfera (il clima, gli stati d'animo, gli umori...) che si respirava nelle trincee della Grande Guerra. La disposizione di spirito dei soldati fu ovviamente molto differente nelle diverse fasi del conflitto, influenzata tra l'altro da situazioni contingenti quali eventuali azioni in corso, livelli di affaticamento, tempo atmosferico, affiatamento con i compagni, disponibilità di cibo, concessione o meno di licenze, ecc. Vorremmo accompagnarvi in un breve viaggio in quella sfuggente regione - luogo, al tempo stesso, reale e dell'immaginario - denominata "zona di guerra", utilizzando come guida una selezione di lettere inedite del tenente Anna Felice Sobrero, facenti parte di una cartella acquisita recentemente dall'associazione Arte nella Grande Guerra, comprendente tutta la corrispondenza dal fronte del giovane ufficiale (49° fanteria, 3ᵃ compagnia).
Fig. 1b Cartolina del 5 aprile 1916 (retro)
Cominciamo con una cartolina postale del 5 aprile 1916 (figg. 1a e 1b), diretta ai familiari, nella quale si evidenzia una spettrale contrazione della scrittura; al punto che l'intera comunicazione non va molto oltre (probabilmente a motivo dello stato di sfinimento dello scrivente) la semplice dichiarazione d'essere ancora in vita:
Sto benissimo.
Scriverò domani. Bacioni
Bacioni.
Si noti il numero 60, annotato in alto a destra (fig. 1b), che corrisponde a un accorgimento utilizzato dal tenente Sobrero, il quale applicava una numerazione progressiva a tutti gli scritti diretti a casa, in modo da rendere più facile la verifica di eventuali smarrimenti della posta. Le lettere che i familiari gli indirizzavano utilizzavano un identico espediente. Nella vita di trincea erano assai utili, e usuali, piccoli stratagemmi come questo.

Fig. 2a Lettera del 5 giugno 1915 (1ᵃ facciata)
Mittente: tenente Anna Felice Sobrero
Nel considerare le lettere che i combattenti inviavano a casa, è necessario tener conto del meticoloso lavoro dell'ufficio censura. In una lettera del 5 giugno 1915 (fig. 2a), il tenente Sobrero si esprime liberamente su questo tema, avendo fatto imbucare la missiva a Torino, da un collega in licenza. Vediamo dunque cosa scrive:
Approfitto dell'occasione che uno della nostra Compagnia si reca a Torino per affari per fare impostare questa mia senza che abbia timori che questa venga letta da altri estranei. Noi siamo arrivati il 3 corr. in questo paese che è a 2 o 3 km da Agordo e si chiama Taibon (nota 1). Voi saprete che il Ministero della Guerra non vuole che si sappia ove sono le località dei reggimenti e che forza hanno, così si deve impostare la corrispondenza aperta senza  il nome del paese sopra. [...] Siamo intanto a 8 km circa dalla frontiera ed in mezzo ai forti della vallata del Cordevole (affluente del Piave): vallata stupenda da fotografarsi. Fa molto freddo e se non fosse che su tutti i monumenti v'è scritto "Proibito fotografare o fermarsi in gruppo", perché vi sono forti - e forti magnifici, tutti in granito - da cui ogni 6 o 7 metri esce una bocca di cannone che ci starebbe la mia testa dentro!!!...
Fig. 2b Lettera del 5 giugno 1915 (4ᵃ facciata, particolare)
Si noti, in particolare, la seguente raccomandazione che, poco più avanti, l'ufficiale fa ai familiari (fig. 2b):
Quando rispondete alle mie lettere scrivete pure liberamente quello che volete, ma non scrivete cose che, leggendole, il comando mi potessero in un modo o nell'altro fare osservazioni.

Fig. 3a Lettera del 10 luglio 1915
Mittente: tenente Anna Felice Sobrero
Apriamo ora un'altra interessante missiva del Sobrero (figg. 3a e 3b), spedita anch'essa alla famiglia, nella quale è possibile osservare in presa diretta come talvolta nelle trincee si manifestasse uno spirito di scanzonata e arguta goliardia.
Anna Felice Sobrero il 10 luglio 1915, 
in trincea (quale?),
in un momento di riposo fece.
Il questo foglio il tenente, e i molti soldati che controfirmano la missiva, si fanno allegramente gioco delle terribili armi nemiche, paragonandole scherzosamente a vegetali.
Fig. 3b Lettera del 10 luglio 1915 (particolare)
Così gli shrapnel tedeschi diventano carote, le fortificazioni vengono edificate con patate, le pallottole austriache non sono che rapanelli, le granate acquisiscono l'apparenza di un bel cavolfiore e le bombe austroungariche assumono la sostanza inoffensiva di funghi boschivi.
Fig. 4 Lettera del 19 agosto 1917
Mittente: tenente Anna Felice Sobrero 
Certo, non si trattava che di una magia transitoria, poiché prestissimo la "zona di guerra" avrebbe riacquistato il suo abituale aspetto terribile e spietato. Così vogliamo chiudere questo intervento con il biglietto di fig. 4, inviato dal tenente il 19 agosto 1917 nel corso della XI battaglia dell'Isonzo (sanguinosa, quanto militarmente improduttiva, offensiva lanciata da Cadorna, che aveva tra i principali obiettivi l'altipiano della Bainsizza). Il breve messaggio sembra denotare insofferenza per la censura e un forte stato di prostrazione:
Sto benone. 
Non posso proprio darvi mie notizie per esteso,
ma appena potrò lo farò.
Bacioni e bacioni.


Dario Malini
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Note
1 Taibon Agordino è un paese della provincia di Belluno, situato nel fondovalle delle Dolomiti Agordine, nel punto in cui il torrente Tegnas confluisce nel torrente Cordevole. 

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