GOLIA, pseudonimo di EUGENIO COLMO (Torino 1885 - 1967)

Botetto, Golia (rivista Numero n° 82)
Ultimo di cinque fratelli, nasce a Torino da Francesco Colmo, notaio alle Ferrovie, e Teresa Randone. Al liceo ha per compagni e amici il poeta Guido Gozzano e Tancredi Vigliardi Paravia. Iscrittosi alla facoltà di Legge, la lascia per scegliere la carriera artistica, e comincia a collaborare con i giornali satirici torinesi «Due di picche» e «Torino ride» e con il napoletano «Ma chi è?». 
Dirige il «Pasquino» dal 1904 al 1906. Nel 1911 organizza, con Giovanni Manca, la prima Mostra internazionale di umorismo, durante l’Esposizione di Torino per il 50° dell’Unità d’Italia, e collabora, tra il 1912 e il 1914, con testate diverse: «Adolescenza», «La donna», «Prisma», «Guerin sportivo» e molte altre.


Nel 1914 fonda, assieme a Caimi (direttore di «La donna») e Pitigrilli (direttore di «Le grandi firme»), il settimanale satirico «Numero», che durante l’anno assorbe il «Ma chi è?..». Nel 1918 collabora con «La Giberna».


Dopo la guerra continua con successo le sue attività di umorista, illustratore, copertinista, cartellonista pubblicitario, e inizia quella di ceramista. Intanto lavora per Mondadori, UTET e Paravia. Nel 1941 vive una serie di drammatici rovesci: il suicidio della moglie, il bombardamento della casa, la distruzione dello studio. Sfolla ad Alba, senza lavoro, per ritornare a Torino nel 1944.


Finita la guerra, dirige l’ufficio Vetrine della «Gazzetta del Popolo». Ritrova serenità anche nella vita privata sposando la giovane artista Alda Besso (Giò Golia). Tutto ciò influisce positivamente sulla sua arte: ritorna alla grafica, esordisce come pittore, realizza bambole caricaturali insieme a Giò, insegna figurino teatrale. Produce numerosi disegni pure negli ultimi anni di vita, nonostante i problemi alla vista e la sofferenza ai polmoni. 


Dopo la sua morte, Giò Golia continuerà a riproporne l’opera e la memoria con mostre e pubblicazioni.

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