Solidarietà e soccorso



Muti e storditi, al riparo di una trincea pullulante di mosche turchine, attendiamo a lungo il terzo compagno finché, non vedendolo, torniamo sul posto, smuoviamo la terra a mani nude, chiamiamo a gran voce: «Pisenti, ehi, Pisenti!» Intorno a noi solo un gran polverone e le luci verdastre degli scoppi lontani.
Walter Giorelli 

(da Il sorriso dell'obice di Dario Malini, Mursia editore)

La spietata realtà della guerra ha mostrato straordinari e luminosi episodi di  generosità tra i soldati. Con modalità diverse gli artisti hanno spesso tentato di rappresentare questi eventi minimi di solidarietà tra gli uomini che, al di là d'ogni calcolo utilitaristico, si dispiega anche in mezzo alla tragedia e all'orrore.  

Théophile-Alexandre Steinlen, ad esempio, ha trattato sovente questo tema con accenti di inteso lirismo.

Les deux amis, in particolare, eseguita nel 1917, è una rappresentazione di rara bellezza nella semplicità ed essenzialità della composizione. Lo scenario è un paesaggio tetro gravato dall’oscurità della notte: è questo un campo di battaglia in cui un giovane sta trasportando sulle spalle, con visibile sforzo e notevole abnegazione, un amico rimasto ferito in prossimità del filo spinato che delimita la terra di nessuno. 

Vi sono artisti che hanno raffigurato invece il vivo senso di umanità che anima chi è dedito alla cura dei feriti: è il caso di Henry De Groux che in una litografia ha ritratto il volto gioioso di una infermiera presso il letto di un soldato. È probabilmente una volontaria che opera presso un ospedale da campo, e attesta l’ampio contributo umanitario offerto dalla componente femminile alla società. 

Sul tema del soccorso e della solidarietà è di particolare suggestione il soggetto severo e drammatico, ripreso in  un olio di Luc-Albert Moreau, dal titolo Les brancardiers. Eseguito nel 1935 sulla base di schizzi realizzati molti anni prima in battaglia, rievoca l’esperienza vissuta dall’artista nel corso nella Grande Guerra. Sotto un cielo dal colore plumbeo e dall’aria pesante per l’imperversare delle esplosioni e degli spari, due lettighieri sono in procinto di trasportare un soldato che reca una grave lesione ad una gamba. La ripresa ravvicinata accentua il senso di viva partecipazione al dolore, così come l'aver costruito la scena su due diagonali convergenti sopra il capo dell’uomo che sostiene il ferito, in modo da riecheggiare la tipica struttura dell’iconografia della Pietà. 

Carol Morganti

2 commenti:

  1. in quale museo è conservato?

    RispondiElimina
  2. ArteGrandeGuerra15 maggio 2012 21:28

    Buongiorno, le opere qui riprodotte non sono conservate in un museo ma fanno parte della nostra collezione esclusiva. Vengono esposte nel corso delle mostre che organizziamo periodicamente. Se si iscrive alla nostra newsletter verrà informato sulle attività dell'associazione (1 email ogni 2 mesi circa): per farlo può cliccare sulla sezione RIVISTA. Cordiali saluti.

    RispondiElimina